Si inizia con un racconto, un magnifico racconto, con protagonista l’Etna, dove “a muntagna” viene presentata Donna, forte, intraprendente e coraggiosa, perché l’Etna è Donna.

Conducono la degustazione Agata Arancio vicepresidente Fondazione Italiana Sommelier e Valeria Lopis giornalista e sommelier.

Dopo i ringraziamenti di Maurizio Lunetta direttore del consorzio Etna DOC e del sindaco di Milo Alfio cosentino anche esso un piccolo produttore, prende la parola Valeria Lopis introducendoci la serata: “ Ci piacerà stasera come abbiamo visto nel mito dell’Etna scoprire le coltivazioni eroiche messe in atto da queste donne. In questi giorni ho capito che finalmente Catania è pronta, come città e come provincia, ha finalmente riscoperto la sua parte nascosta……… Catania città del vino. Perché oltre ad essere città d’arte, di cultura, di mare, Catania è anche una città del vino! E sapere che ad oggi ci sono 383 produttori sull’Etna è un grande traguardo

Concludono il cerchio del mondo al femminile l’agronoma Aurora Ursino “  Molte più donne si stanno affacciando oggi all’agricoltura, rispetto ad anni fa quando pensai che in Sicilia non ci fosse spazio per questa figura al femminile”, Tina Merlino produttrice di olio sull’Etna -Casa Merlino- “Con questo progetto vogliamo far conoscere le proprietà organolettiche dell’olio, che ancora è un gradino indietro come conoscenza di gusti e sapori rispetto al vino. Ci piace guardare alla sostenibilità così abbiamo voluto recuperare ogni singolo scarto di produzione per realizzare prodotti di Skin care come olio per il corpo e saponette” e Valentina Rasà Chef, agronoma e sommelier che ci racconta con estrema passione come ha combinato le sue due più grandi passioni per realizzare  Manipura  (il suo lavoro del cuore al quale dedica passione e dedizione con estrema professionalità), la cucina che racconta essere una forte passione tramandatagli dalla sua famiglia “la cosa più importante quando ero piccola” che ci racconta riportandoci indietro nel tempo, “quando tornavo a casa la prima cosa che mi chiedeva mia nonna era” -“hai mangiato?”- “e se le rispondevo di no mi diceva:” -“assettati”- “ed iniziava a cucinare, alimenti buoni e genuini che riusciva ad esprimere in sapori unici”, per questo la sua filosofia è quella del -il cibo cura-. E così insieme al vino la sua seconda grande passione, oggi si occupa di wedding planner in vigna, con particolare attenzione a non snaturare la location con l’arredo e lo stile dei piatti.

Ed Irene Foti  direttore generale di -la fucina di vulcano- magnifico resort e location per eventi alle pendici dell’Etna, che hanno come obbiettivo far rinascere l’idea di -“accoglienza alla Siciliana”- con una crew al femminile.

Si inizia a degustare!, il primo vino ad essere servino è un Maugeri Etna DOC Bianco superiore Contrada Volpare 2020 con uve carricante, ce ne parla Carla Maugeri architetta, che insieme alle sorelle gestisce questa magnifica azienda. Ci racconta della ristrutturazione messa in atto per recuperare le strutture rurali presenti nel terreno, che sottolinea condurre con un atteggiamento totalmente purista “perché ogni pietra posizionata lì ha una storia”, ci fa notare che questo si riflette anche nelle etichette, apparentemente bianche ma con un basso rilievo puntinato a ricordare il sesto d’impianto.

Alla degustazione risulta avere un grande equilibrio in bocca, in modo poco predominante è percepibile un ottima sapidità ed un enorme freschezza.

Il secondo vino è un Tenute di Nuna, Etna DOC Bianco Superiore 2020 solo carricante provenienti da contrada Cavagrande,Fornazzo. Anche qui protagoniste sono le donne, ci racconta Maria Novella: “quando andammo a visitare questo posto ci innamorammo e mia madre volle acquistare questa tenuta”

La colorazione risulta molto carica, all’olfatto ha un’ottima morbidezza ed una spiccata mineralità e al palato una forte sapidità con sentori di cedro.

Il terzo vino è A’Puddara Etna Bianco DOC 2020 100%carricante di Tenuta di Fessina  che in quest’anno ha purtroppo perso la sua ideatrice Silvia Maestrelli una donna molto forte che ha amato questa terra in maniera viscerale.

Il nome “la chioccia” che per pescatori e agricoltori sta a significare il rientro a casa, per Silvia rappresentava il desiderio di tornare al più presto sull’Etna.

Al colore molto trasparente con riflessi verdolino scarico, all’olfatto si percepiscono note di fumè ed erbe aromatiche, al gusto sentori di scorza di limone ed una forte acidità che lo sostiene.

Il quarto vino è Incanto di Tenuta Enza La Fauci, un Bianco IGT terre Siciliane annata 2020 con uve di grecanico provenienti dall’Etna a quota 1200.

All’olfatto un forte odore di miele di castagno, muschio, una nota fruttata di mela golden ed una sapidità molto leggera.

Il quinto vino è un Rosato Etna DOP di Vivera contrada Martinella annata 2021 uve Nerello Mascalese.

Alla vista tonalità rosa corallo, al naso echeggiano in armonia note fruttate come mora, fragola e arancia amara insieme ad una nota salmastra, si percepisce una matrice leggermente tannica ed una mineralità che va a colmare gli spazi vuoti.

Il sesto vino è un rosato Etna DOC di Tenute Bosco contrada Piano dei Daini 100% Nerello Mascalese.

Al colore risulta quasi bianco con una leggera nota ramata, all’olfatto si percepiscono note ferrose, al gusto risulta sapido, lungo e salino con una componente aggrumata, un vino molto complesso definibile tridimensionale. 

Il settimo vino è Millemetri un rosato Etna DOC di Feudo Cavaliere situata sul versante sud, che lo realizza con uve di Nerello Mascalese.

Al colore ricorda la buccia di cipolla, all’olfatto odori floreali come fiore di malva e mandorla fresca, al gusto molto sferico(cioè che volteggia tra acidità e sapidità).

L’ottavo vino è un rosato di Valcerasa chiamato rosso relativo e ce ne parla Alice Bonaccorsi proprietaria dell’azienda che ci racconta come, il fare vino sia un mestiere che senza una passione sfrenata alle spalle non è possibile realizzare.

Al colore risulta molto ramato quasi un corallo scarico, con odori di ciliegia e susina, al palato risulta un po’ scomposto ma che si riequilibra subito con dei tannini gradevolmente accentuati.

Il nono vino è un rosso Etna DOC 2020 di Irene Badalà che ci racconta: “L’Etna mi piace paragonarla ad una mamma che ci coccola e ci dà da mangiare, ma che come tutte le mamme qualche volta si arrabbia e ci ricorda chi comanda, quando ce ne andiamo è l’ultima che ci saluta, e quando torniamo è la prima a darci il benvenuto, e chiunque abita qui ogni giorno se prima non la guarda non si rasserena”. 

La vista risulta molto trasparente, all’olfatto si percepiscono note floreali e speziate in modo non troppo aggressivo, al gusto un tannino suadente e vellutato, un’ottima sapidità e mineralità.

Il decimo vino è un Etna Rosso 2018 di Camporè realizzato in contrada San Lorenzo, con uve di Nerello Mascalese e un 5% di Nerello cappuccio.

Al colore un rosso rubino tendente al Granato, al naso il profumo di un ricco bouquet floreale e di spezie, al gusto risulta armonico, asciutto, sapido con un buon tannino.

L’undicesimo vino è un Rosso di Quinto Arco una piccola realtà che trova ubicati i suoi vigneti a Zafferana, presenta una magnifica etichetta che ritrae l’Etna realizzata dalla stessa proprietaria Martina Grasso.

Al colore un rosso intenso, all’olfatto profumi floreali di ciliegia, al gusto presenta un ottima freschezza.

Il dodicesimo vino è un Rosso IGT terre siciliane di Al-Cantàra chiamato la Fata Galanti prodotto con il 100% di Nerello Cappuccio.

Alla vista risulta molto trasparente, presenta profumi speziati, al palato risulta molto morbido con un acidità molto sensibile.

Il tredicesimo vino è un Calcagno contrada Arcuria Etna Rosso DOC annata 2018, con uve 80% Nerello Mascalese e 20% Nerello Cappuccio. Ci racconta l’azienda Giusy Calcagno:” Oggi ho scelto appositamente Arcuria perché ci sono legata emotivamente, perché era il vigneto che apparteneva a mia nonna”-“spesso mi piace pensare che una poesia di Pablo Neruda diceva: la donna è diversa dall’uomo quando gestisce la terra. Quindi credo che stiamo andando nella direzione giusta”.

Alla vista risulta rosso rubino, all’olfatto note di bosco ma anche di frutta come mora, spezie come noce moscata, tabacco e fumé ed anche una nota balsamica, al palato Tannini molto vellutati con un forte equilibrio.

Ringraziamo e ci complimentiamo per questa splendida serata Tutta al Femminile!

P.S. l’Etna è donna!

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Crediti immagini video a Susanna Basile, Immagini concesse da Naos Edizioni APS a Wineregister.it per la distribuzione

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